venerdì 22 novembre 2013

La Morte


Sono di nuovo qua a scrivere tra le righe confuse dei miei pensieri, mentre la mia realtà è illusa da ombre che si riflettono sui muri dei miei sentimenti e la pioggia picchietta sui vetri della mia stanza.

Osservo la vita dal vetro bagnato della camera, mentre dalle casse dello stereo escono le note di “When the Music Over” dei Doors. Mi osservo riflesso sul vetro, guardando la camera al contrario e mentre le onde sonore modificano il percorso del fumo d'incenso al muschio che si espande per la stanza, contemplo la vita riflettendo.

Il fumo mosso dalle onde musicali sembra muoversi come una ballerina esperta su un illusorio palco creando ombre strane sul muro. Quel muro che ha fatto compagnia alla mia tristezza per diversi anni, che ha vissuto la mia gioia e ha visto passare un interminabile numero di persone, che non passeranno più di la. Un po’ come il muro dei miei sentimenti, che però non è una costruzione rigida e invalicabile, ma facilmente intaccabile dall'esterno. 



Mentre i mille pensieri confusi danzano nella mia mente, l'occhio cade su alcuni fogli sparsi disposti a loro modo in un ordine caotico, sulla scrivania, e tra le tante parole leggo “morte”. 

La morte è sempre stato un concetto che ha affascinato tutti fin dall'antichità e credo che sia uno di quei misteri che nessuno potrà mai svelare.

Morte, una parola che può voler dire tante cose, ma anche nessuna.

Questa è una delle tante parole che mi ha sempre affascinato, ma cosa si nasconde dietro a questo parola? Molti la immaginano vestita di nero con un cappuccio e con una grande falce, altri come un uomo secco vestito di nero, io la immagino diversamente. 


Ho sempre immaginato la morte come una bellissima donna dai capelli rossi, lunghi, ondulati, come se danzassero al vento. Una splendida donna che ti prende e ti porta via in un altro viaggio. Mi sono sentito dire da diverse persone che questa mia immagine è sbagliata, che sono fuori di testa ad immaginarla così.

Si forse sono anche fuori di testa, ma se permettete io la immagino come mi pare…  deve esser la compagna del mio ultimo viaggio su questa terra, verso un'altra meta, una altra dimensione che sia; allora perché immaginarci un compagno di viaggio brutto, triste e depresso?

Chi di voi farebbe un viaggio con un personaggio simile? Quasi nessuno, quindi perché immaginare la morte così? 

La morte, questa sconosciuta, ancora dopo tutti questi secoli di vita, il genere umano non è ancora riuscito a comprendere cosa veramente sia. C'è chi pensa che sia la fine di tutto, chi la vede come la fine di un ciclo.

Io ho la mia idea; credo che sia solo un passaggio verso un'altra dimensione. Credo che la nostra esistenza non si limiti solo in questo piano dimensionale che conosciamo. Siamo in transito verso altro, un passaggio per poter andare oltre. Sono sicuro che non sia un passaggio facile, credo che non tutti possano prendere lo stesso treno. 

Mi immagino come se alla nostra morte, ci trovassimo in una grande sala d’attesa di una grande stazione, ad aspettare l'imbarco sul treno destinato a noi. 

Non ho nessuna idea di dove possa portarmi il mio treno, ma ogni tanto me lo immagino.

Lo sogno come un immenso castello, abitato da tutti i miei amici pelosi, e da alcuni amici umani. Un bel castello nascosto sulla cime di un monte, circondato da un immenso bosco.


Mi piace pensare che all'interno del bosco in tranquillità si possa passeggiare tranquillamente, magari dietro un cespuglio trovare Chopin che suona il piano forte, o Mozart intento a scrivere qualche melodia solo per gli abitanti del bosco. 



Camminando più avanti mi immagino di trovare radunati ai piedi di una cascata, i più grandi filosofi greci, come Platone, Socrate, Seneca e Plotino impegnati in una conversazione umanistica assieme a Dante, Petrarca e Virgilio, magari mentre il tutto viene catturato su tela da Caravaggio, o da Michelangelo, mentre sul bordo del fiume possiamo trovare Leonardo Da Vinci impegnato a costruire una grande imbarcazione per spostarsi da una dimensione ad un'altra.


Sarebbe bellissimo per una volta esser partecipe di un'immagine del genere, poter discutere con i grandi filosofi. 

Si si lo so cosa state pensando ora, che io sia completamente folle, ad immaginarmi sta cosa, ma a me piace e beh se penso che sia questo ciò che mi aspetta un giorno, so che quando sarà il mio momento me ne andrò felice immaginando questa immagine.

Sempre meglio che la solita idea di un paradiso palloso come tutti lo sognano.

Sarebbe meno triste se ognuno si immaginasse il proprio posto dopo la morte, saremmo sempre meno depressi e cupi nel momento dell'addio. 

E voi come vi immaginate la morte? E il vostro posto dopo?






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