lunedì 21 ottobre 2013

L' Ex Stabilimento Caproni


Eccomi di ritorno dopo un po’ i assenza a scrivere qualcosa di nuovo..

Stasera vi voglio raccontare la storia di un edificio della storia italiana, del periodo della seconda guerra mondiale.

L’edificio in questione è l’ex stabilimento aeronautico Caproni, situato a Predappio (luogo natale di Mussolini), nella provincia di Forli.


Una fatiscente ma preziosa testimonianza di archeologia industriale. Fu per volere di Benito Mussolini che, nel 1935, lo stabilimento aeronautico Caproni avviò la produzione di velivoli ad alto contenuto tecnologico in quel di Predappio (15 chilometri a sud di Forlì).  Il Duce del fascismo volle che una fabbrica prestigiosa desse lustro e occupazione al suo luogo nativo; e sorse così questo complesso, capace di dare lavoro a un migliaio di persone. Il progetto era ambizioso: diversi corpi fabbrica addossati alla collina, e persino due gallerie del vento lunghe 130 metri.





Pare che l’ingegner Gianni Caproni vi abbia aderito con grande riluttanza… ma poca possibilità di scelta.

Due complessi distinti formavano l’opificio Caproni: il primo sulla destra della rotabile, addossato al fianco della collina sovrastante;una costruzione a più livelli dove si allestivano i velivoli; il secondo sulla sinistra quasi di fronte- dove si erano realizzate due gallerie parallele, lunghe,  ciascuna, centotrenta metri: gallerie del vento. Lo stabilimento sorse per volere dell’allora capo del governo, Benito Mussolini, inteso a fornire la sua terra natale di una sicurezza economica e di un certo prestigio, nonché di un avvenire sicuro.

I velivoli venivano realizzati in situ nelle varie parti, utilizzando la tecnologia mista metallo-legno che era tipica dell’epoca. Venivano quindi assemblati presso il vicino aeroporto di Forlì, dove si procedeva anche al collaudo operativo. Lo stabilimento fu inizialmente dedicato alla costruzione su licenza dei velivoli trimotori Savoia Marchetti S.M.81 “Pipistrello”. In seguito, si specializzò nella fabbricazione del Caproni Ca.164, un biplano monomotore con finalità di addestramento, dalle qualità non eccelse (causò anche un incidente mortale in fase di primo collaudo).
Savoia Marchetti S.M.81 “Pipistrello”
Offinica Caproni (foto d'epoca)

Caproni Ca.164

Essendo però determinante per la sopravvivenza dello stabilimento, ne fu iniziata la produzione in serie prima ancora che il collaudo definitivo venisse accettato… e ne venne modificato l’impiego: da aereo di addestramento, ad aereo di collegamento. Durante il periodo bellico lo stabilimento Caproni di Predappio fu potenziato e dotato una serie di cunicoli sotterranei per proteggere le lavorazioni dai bombardamenti. La fine della guerra sancì anche il declino della Caproni, stritolata da una profonda crisi economica e dalle accuse di collaborazionismo (poi decadute) al suo titolare. Lo stabilimento di Predappio venne quindi abbandonato a se stesso; e in tale stato versa ancora oggi, nonostante progetti di riqualificazione che però sono rimasti sulla carta.

Le foto dell’epoca mostrano una fabbrica imponente, corredata di tutti i simboli dell’ideologia del ventennio (fasci, scritte, motti…) e che sono stati in seguito rimossi. Unica testimonianza rimasta: la “M” di “Mussolini” sulla facciata principale del fabbricato









Lo stabilimento, è ora in un completo stato di abbandono e sostanzialmente fatiscente, ed è invaso letteralmente da vegetazione selvaggia, corroso dall’azione degli agenti atmosferici.

In parte trasformato in caotico e lugubre deposito di rifiuti. In un passato non molto lontano venne utilizzato per allevamento di polli e in seguito per coltivazione di funghi.





Una fine ingiusta per un luogo che è parte della nostra storia e dell’aviazione italiana. Da questo stabilimento sono usciti gli aerei da ricognizione e da combattimento del secolo scorso che hanno difeso le nostre terre dall’invasioni nemiche durante la seconda guerra mondiale. Questi aeri di un considerevole livello tecnico ora sono solo un ricordo nella memoria dello stabilimento e del territorio di Predappio.

Credo che sia ingiusto che nessuno si occupi di prendere in mano un pezzo di storia italiana, non nego che forse la reputazione di questo stabilimento è negativa in seguito alle vicende belliche e sanguinose che ha contribuito a creare. E soprattutto credo che il fatto che sia voluto da Mussolini, contribuisca ad aumentare negativamente la sua reputazione.

Ora vi starete chiedendo perchè vi ho raccontato questa storia...  bè semplice, perchè a breve vi racconterò di una particolare esplorazione dello stabilimento con una sorpresa unica e particolare..


[P.s Le foto pubblicate sono state prese liberamente tramite ricerca su Google]






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